L'autunno è arrivato, ma non riuscite ad arrendervi al cambio di stagione e siete ancora di quelli che girano spavaldi in maniche corte e infradito sfidando i geloni e i primi fiocchi di neve?
Non vi siete ancora rassegnati a dire addio all'aperitivo nel dehors del vostro bar preferito anche se la pasta si trasforma in un cubetto di ghiaccio non appena varcata la soglia del locale?
Bene, questa è la ricetta per voi, che sfrutta le ultime resistenti melanzane prodotte dall'orto della nonna, che adeguandosi all'incipiente cambiamento climatico a breve produrrà pomodori a dicembre.
Melanzane in agrodolce con quinoa*
*niente da fare, siamo entrate nel trip della quinoa con un po' di ritardo e dopo una visita al Negozio leggero . Se non l'avete ancora provata ve la consigliamo: è buonissima, viene dal Perù, sazia ed è piena di proteine, non è un cereale, ma appartiene alla stessa famiglia degli spianci e de delle barbabietole (roba sana insomma). E' facile cuocerla (basta seguire le indicazioni sulla confezione dicono - certo, ma se la compri sfusa e quindi senza confezione? Mettila in pentola dopo averla lavata un bel po' sotto l'acqua fredda con un po' più del suo volume di acqua salata - lascia cuocere per circa 10 minuti. Assorbirà l'acqua e rimarrà bella sgranata come un cous cous)
Ma torniamo a
Ingredienti per 2 persone
1 melanzana media
2 cucchiai di uvetta sultanina
2 cucchiai di pinoli
1 cipolla rossa di Tropea piccola
1 cucchiaio di aceto balsamico
Olio extravergine di oliva
Zucchero, sale e pepe q.b.
Pelare la melanzana e tagliarla a fette spesse mezzo cm, cospargerle di sale grosso e aspettare che spurghino l'acqua. Asciugarle e tagliarle a cubetti. Mettere l'uvetta a mollo in mezzo bicchiere d'acqua.
Affettare sottilmente la cipolla e rosolarla in padella con un po' d'olio, aggiungere le melanzane, salare e pepare, e far cuocere finché risultano tenere. Aggiungere l'uvetta e i pinoli tostati, un cucchiaio di zucchero e l'aceto balsamico per farle caramellare.
Servirle subito con la quinoa, ma sono anche ottime il giorno dopo, e pure fredde.
mercoledì 17 ottobre 2012
giovedì 20 settembre 2012
Keep it simple!
Ho fatto un po’ di conti.
Quest’estate, in due mesi e mezzo io e la Giù abbiamo fatto e disfatto le valigie almeno una dozzina di volte a testa. Siamo decollate e atterrate 32 volte, in 8 città di 3 continenti. Abbiamo parlato francese, inglese, zulu (3 parole), hindi e marathi (10 parole in tutto). Abbiamo mangiato ndolè, babotie, cinquant-cinquant, samosa, daal, Dom Pedro...
Entusiasmante. A volte esilarante, talvolta esasperante.
Ma soprattutto: un tantino straniante, alla fine (e con questo ho finito la mia riserva di aggettivi in -ante).
Questo vi chiarirà perché non siamo state molto presenti ultimamente, ma soprattutto vi farà capire perché, nonostante la nostra curiosità e il nostro amore per il cibo “degli altri”, una volta tornate a casa siamo state prese da uno struggente desiderio di cose semplici: niente spezie, niente fritture, niente salse... Almeno per qualche giorno!
E infatti, ecco a voi cosa ho prodotto la prima sera in cui mi sono riappropriata della mia cucina: più semplice di così!
Carpaccio di zucchine
Ingredienti per 2 persone
2 zucchine fresche e sode
Parmigiano reggiano
Succo di limone
Olio evo
Lavare e mondare le zucchine, poi, con un pelapatate o con la mandolina, ridurle in strisce, tagliandole per il lungo. Ungere il fondo di un contenitore non troppo grande e che si possa portare in tavola (per esempio, una pirofila ovale in ceramica) e disporre sul fondo un primo strato di zucchine. Irrorare con il succo di limone, aggiungere scaglie di parmigiano a piacere e un filo d’olio, poi coprire con un altro strato di zucchine. Procedere in questo modo fino a terminare le zucchine. Lasciar riposare almeno mezz’ora. Servire fresco (ma non freddo).
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